Villa Minetta fu probabilmente realizzata e completata in diversi momenti, ma l’attuale impronta più classica, risalente al Ventesimo secolo, la si deve ad Edilio Raggio, che la disegnò a sua dimora urbana, caratterizzandola con quelli che furono i suoi colori simbolo, il bianco ed il rosa. Questa villa è un susseguirsi di eleganti stanze e di sontuosi saloni, in un rincorrersi di ambienti luminosi arricchiti da colonne e capitelli, volte e pareti affrescate e tetti finestrati, stucchi e decorazioni, che sfociano in questo parco ricco di alberi secolari, di specie e esotiche, prati all’inglese bordati da cespugli fioriti, camminamenti e percorsi che conducono a sorprendenti giochi d’acqua. All’esterno la villa è stata abbellita con stucchi, rilievi, colonne e statue, con un’alternanza cromatica molto ben giocata a creare un tutt’uno con l’ambiente circostante. La meravigliosa residenza ottocentesca fatta costruire dal Conte Raggio sta crollando nell’indifferenza generale. Abbandonata e depredata, tra pochi anni sarà solo un cumulo di macerie. Anche perché sono sparite pure le tegole del tetto, e le acque piovane ora penetrano nei 3.700 metri quadrati della Villa, la meravigliosa residenza ottocentesca fatta costruire dal Conte Raggio al tempo in cui era l’uomo più ricco d’Italia, sta crollando nell’indifferenza generale. Abbandonata e depredata, tra pochi anni sarà solo un cumulo di macerie. Lo scempio non riguarda quindi solo l’interno della villa, dove sono stati trafugati persino i pavimenti, ma anche l’esterno, dove a passare di mano sono state le tegole. La villa, è bene ricordarlo, non è di proprietà pubblica ma privata. Questo però non può significare che non debbano stare a cuore le sue sorti. Qui soggiorno il Re, qui soggiornò Goffredo Mameli poco prima di scrivere l’inno che tutti conosciamo, qui prese sede prima il comando tedesco e poi quello americano, durante le alterne vicende dell’ultimo conflitto mondiale. Qui volevano trasferirsi Dodi e Diana, prima che il tragico incidente ponesse fine alle loro vite. Sebbene sia privata, la villa rappresenta la storia e ne è comunque un patrimonio. Al momento la villa è sotto il vincolo delle belle arti. Quando sarà definitivamente crollata, cadrà anche questo vincolo e sarà forse più facile procedere a un recupero dell’area, perdendo però per sempre una testimonianza così importante.

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