Il ditale da cucito è un oggetto curioso e affascinante, con una lunga storia: l’uomo lo usa da millenni e ci sono tracce risalenti al Neolitico. Una curiosità: i primi non si infilavano sulla punta delle dita, come quelli odierni, ma venivano tenuti nel palmo della mano. Il ditale vero e proprio è comparso più di duemila anni fa, con forma ad anello aperto sulla punta: quello chiuso si è diffuso a partire dal Medioevo. Nei secoli seguenti, oltre a essere strumenti d’uso, si sono trasformati in oggetti ornamentali, commemorativi e da collezione. I ditali moderni sono in genere realizzati in acciaio inossidabile, ma nel tempo sono stati fatti in vetro, smalto, osso, bronzo, ferro, avorio, porcellana, madreperla, legno e metalli preziosi come oro e argento.
Sono datati di oltre 10.000 anni primi ritrovamenti di sassi di piccola dimensione che servivano come attrezzo per far passare l’ago attraverso il materiale. Nella zona del Mediterraneo vennero usati ditali di bronzo circa 2500 anni fa. A partire dall’ anno 100 dopo Cristo, i Romani portarono i ditali di bronzo in altre parti dell’Europa. Intorno al 1150 dopo Cristo, quando la Santa Hildegard di Bingen entrò in convento, venne espressamente nominato come parte del suo corredo: un ditale. Intorno al 1500 furono creati i primi capolavori di ditali a Norimberga. Paracelsus scoprì il metallo zinco e questa scoperta diede l’inizio a nuovi prodotti in ottone (anche ditali). Il primo regolamento per artigiani del ditale di Norimberga è datato 1537. Verso il 1568 Jost Ammann stampò un libro nel quale furono rappresentati tutto il mestiere artigianale in xilografie, tra i quali gli artigiani del ditale con una nuova tecnica di produzione. Dal 1628 in poi vi sono evidenze di cosiddetti mulini di ditali in Olanda, in seguito fu fondato un cartello dei artigiani dei ditali. A partire dal 1696 Bernhard von der Becke di Iserlohn costruì un laboratorio nuovo per ditali in ottone in un mulino ad acqua a Sundwig. Dal 1700 l’olandese J. Lofting iniziò a produrre a Londra ditali con una macchina, fu l’inizio della industria del ditale. Dieci anni dopo vi sono grandi produzioni di ditali nel Rheinland, a Sundwig e Iserlohn… Dal 1756 in poi spie svedesi cercarono di impossessarsi del segreto della produzione dei ditali. Dal 1763 anche l’Austria riusci a produrre ditali, perché l’imperatrice Maria Theresia portò via i mastri dei ditali da Norimberga e gli vece venire in Austria clandestinamente, nascosti nei carri da fieno. Nel 1824 l’argentiere J. F. Gabler di Schondorf presentò i suoi ditali al pubblico, che fu la base per la più gran produzione al mondo. Insieme con altre due ditte produttrici di ditali, la Soergel & Stollmeyer di Schwäbisch Gmünd e la Lotthammer di Pforzheim, il Germania del Sud fu il centro mondiale per la produzione di ditali. Altri centri di produzione si trovarono in Francia, Inghilterra ed America. Nel 1963 la ditta Gabler fu venduta a Helmut Greif a Winterbach. Greif rimise a posto la fabbricazione, che fu distrutta completamente in un incendio poco dopo. Il museo del ditale a Creglingen fu inaugurato il 8 agosto 1982 da Thorvald e Brigitte Greif. Il lascito dei Fratelli Gabler di Schorndorf che nel 1963 fu rilevato da Helmut Greif, costituisce la base per questo museo privato, unico al mondo. Purtroppo un incendio distrusse quest’importante produzione e proprio per questa ragione che Helmut Greif iniziò a fare intense ricerche sulla storia e provenienza del ditale. Le conoscenze accumulate sono il fondamento di questo museo, che vuole rendere onore a tutti gli artigiani del ditale, che nei tempi passati si sono impegnati a proteggere le mani delle donne con gran senso per l’estetica ed invenzioni raffinate. Oggigiorno la produzione dei ditali è continuata dalla famiglia Greif nella loro oreficeria, dove sono prodotti ditali da collezione in serie limitata come anche esemplari unici secondo la tradizione artigianale.

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