Commedia dell’Arte

La commedia dell’arte è nata in Italia nel XVI secolo e rimasta popolare fino alla metà del XVIII secolo, anni della riforma goldoniana della commedia. Non si trattava di un genere di rappresentazione teatrale, bensì di una diversa modalità di produzione degli spettacoli. La caratteristica principale che contraddistingue questo genere di spettacolo la si ritrova nell’assenza del copione. Gli attori, anziché imparare a memoria battute prestabilite, basavano la propria interpretazione su un canovaccio (trama) e improvvisavano in scena, seguendo le regole di quella che oggi viene chiamata ‘recitazione a soggetto’. La denominazione veniva sostituita con altre: commedia all’improvviso (o improvvisa), commedia a braccio o commedia degli Zanni. Il nome “arte” nel Medioevo significava “mestiere”, “professione”: quello del teatrante, infatti, era un vero e proprio mestiere. Bisogna, però, specificare che era considerato come tale, non per le compagnie amatoriali, ma solo per quelle compagnie associate che venivano riconosciute dai ducati e avevano un vero e proprio statuto di leggi e regole. Grazie a queste ultime, le compagnie associate sottomettevano le altre che venivano definite “ruba piazze”. Gli attori della Commedia dell’Arte erano caratterizzati da eccellenti doti mimiche, buona parlantina, un’essenziale fantasia e la capacità di sincronizzarsi perfettamente con gli altri attori in scena.
Tali spettacoli si svolgevano nelle piazze e nelle strade, su semplici palchetti e anche alla luce del sole. Molto sovente gli attori si rifacevano a delle ‘maschere’, ovvero personaggi le cui caratteristiche erano note ai più (Arlecchino, Pulcinella, ecc).
Per distinguersi dalla gente comune, gli attori indossavano maschere, costumi variopinti e arricchiti di elementi vistosi e non era raro che utilizzassero strumenti musicali per richiamare l’attenzione dei passanti e dare scansione ritmica alle scene improvvisate sul momento. Col passare del tempo gli attori si organizzarono in compagnie che, composte da dieci persone (otto uomini e due donne), venivano guidate da un capocomico. All’estero era conosciuta come “Commedia italiana”. Nella loro formula spettacolare, i comici della Commedia dell’Arte introdussero un elemento nuovo di portata dirompente e rivoluzionaria: la presenza delle donne sul palcoscenico. In un contratto stipulato con un notaio di Roma, il 10 ottobre 1564, fa la sua prima apparizione una donna: la “signora Lucrezia Di Siena” ingaggiata da una compagnia che si proponeva di far commedie nel periodo di carnevale, probabilmente un personaggio di elevata cultura in grado di comporre versi e di suonare strumenti. Solamente alla fine del secolo le donne avrebbero preso posto a pieno titolo nelle compagnie teatrali. In particolare la presenza delle donne in scena fu una vera e propria rivoluzione: prima della nascita della Commedia dell’Arte, infatti, i ruoli femminili erano interpretati da uomini.

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