I primi cilindri venivano fabbricati impiegando il feltro, specialmente con feltro ricavato dalla pelliccia di castoro. In seguito, è stata largamente utilizzata la seta. Una versione molto popolare del cilindro, specialmente negli Stati Uniti nel XIX secolo, è lo stovepipe hat, una variante più rialzata resa popolare da Abraham Lincoln durante la sua presidenza. Questo tipo di cilindro è completamente dritto, ovvero non c’è differenza nella circonferenza tra la parte centrale e le estremità. La finanziera si trasforma nel frac che per tutta la prima metà dell’Ottocento è di rigore accompagnato da panciotti fantasia e cravatte variopinte. Ma il vero, nuovo segno dell’eleganza maschile è rappresentato dal cappello a cilindro destinato ad un ruolo di assoluto protagonista nella storia del cappello. Originario della Cina dove pare venisse confezionato in seta da un cappellaio cantonese arriva nel 1795 in Francia dove lo indosseranno i giovani fondatori del movimento degli Incroyables sostenitori di un modo di vestire più adatto alle idee realiste.
Alto, di forma cilindrica detto anche bomba, canna, tuba, a torre, a staio avrà la sua definitiva consacrazione in Inghilterra. Fu infatti il signor Herrington forse il più famoso cappellaio di Londra che attorno al 1805 confezionò il primo cilindro ispirandosi proprio al cappello di feltro “a staio” di marca francese. Sulle prime la novità fu giudicata eccessiva tanto che il Lord Mayor gli proibì di andare in giro con in testa quell’ arnese.
Ma il mercato decise altrimenti: il gusto dell’epoca si incontrò a tal punto con quel cappello che il cilindro si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Durante il Romanticismo, attorno al 1830, il Cilindro soprannominato scherzosamente “zero”, perché si era trasformato in un tubo della stessa larghezza sia in alto che in basso. Questo accessorio era indossato non senza qualche difficoltà: avendo le falde strette e superando di un bel po’ la testa, era facile preda delle folate di vento. Era anche piuttosto ingombrante da riporre, specie se portato a cena o a teatro. Forse per questo motivo nello stesso periodo, il cappellaio parigino Gibus inventò il Cilindro elastico, che si poteva appiattire a fisarmonica grazie a invisibili e sottilissime molle in acciaio: bastava poi una leggera pressione del dito per farlo ritornare alla forma originale. A causa del caratteristico rumore a scatto prodotto dalle molle fu chiamato anche “Chapeau claque”. Intanto il cilindro non tramontava ma raggiunse altezze iperboliche tanto da essere chiamato “canna di stufa”; dopo la metà del secolo aprì con grande successo anche la ditta Borsalino, che diventò ben presto una grande e rinomata industria, tutt’ora esistente, che all’inizio del ‘900 arrivò a fabbricare 750.000 pezzi annui di grande qualità esclusivamente in pelo di coniglio.

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